Continuando l'esplorazione dell’Aveyron, in particolare la zona di Espalion, ci imbattiamo in una cooperativa vinicola che offre in degustazione i vini locali. Guardando le bottiglie esposte, mi accorgo che il vino spumante Fest’aing era già presente alla serata di Eric, ma accanto ne vedo altri, dal bianco al rosso, e chiedo di assaggiarli; nel frattempo getto un’occhiata al pannello accanto alla porta, che illustra brevemente la storia della produzione vinicola locale, un esempio davvero istruttivo di economia rurale.
Nella valle del Lot, la vigna, presente sin dal X° secolo, ha sempre fatto parte del patrimonio di ogni piccolo agricoltore, che integrava il raccolto di cereali e frutta con castagne e vino, usato come scambio con i prodotti di montagna e dell’allevamento di bovini sull’Aubrac; alla fine del XIX° secolo la vite, coltivata sulle soleggiate terrazze di Estaing, si estendeva per circa 1200 ettari, finché la fillossera non stravolse un sistema economico ben radicato e disciplinato dal razionale sfruttamento del territorio.
Attualmente gli ettari si sono ridotti drasticamente a 20, ma la cooperativa, grazie ad un lavoro costante negli anni, conta oggi 11 produttori, mentre tre restano indipendenti sul territorio.
Dal 2011 i vini si fregiano dell’AOP Estaing in etichetta.
I vitigni coltivati sono diversi: dal Fer Servadou, tipico del territorio, agli internazionali Cabernet Franc e Sauvignon, Pinot, Gamay noir e lo spagnolo Negret de Bahars, usato in assemblaggio.
I bianchi spaziano dallo Chenin e Mauzac al Saint Côme o Roussellou, un vitigno locale recuperato da pochi anni e con cui viene prodotto, ma non in tutte le annate, un delicato vino dolce, lievemente floreale, ottimo per accompagnare il foie gras.
Nel terreno si individuano zone di scisto, calcare e granito che donano ciascuna un’impronta particolare al vino: finezza e complessità, rotondità, leggerezza e note di frutti rossi e cassis ai rossi, che in ogni bottiglia si amalgamano in un delicato quanto intricato equilibrio.
La degustazione inizia con la Cuvée de l'Amiral, assemblaggio di Chenin e Mauzac: del primo ha la finezza e il floreale, del secondo il fruttato pieno della mela golden.
A seguire il Lou Roussellou, dal vitigno che prende il nome del caratteristico villaggio di Saint Côme, molto fiorato e leggero al palato.
E’ pero’ con i rossi che il territorio svela la sua natura rupestre: dapprima 1399, AOP Estaing, 2022, cosi’ chiamato per rendere omaggio all’anno in cui risalgono i primi scritti ufficiali della denominazione; è un bel rosso potente e profondo, ma allo stesso tempo fine ed elegante in cui il fruttato esuberante del Fer Servadou viene a stento domato dallo speziato di Cabernet e Gamay, oltre che da una leggera nota boisé.
Accanto a 1399, due versioni diverse dello stesso uvaggio: Élégance vigneronne 2020, più leggero e fruttato, con una nota di speziatura dolce, e La Coussane 2020, dai tannini vellutati, che prende il nome dall’omonimo ruscello che, dai vigneti di Coubisou, si getta nel Lot in prossimità di Estaing.
Per finire acquistiamo sulla fiducia una bottiglia di Ratafia l’Escaillou, dal bel colore rosa salmone, un vino liquoroso che berremo qualche settimana dopo per accompagnare un dolce al cioccolato.
Anche una piccola realtà può riservare piacevoli sorprese, dalla storia locale alla soddisfazione del palato: usciamo quindi dalla cooperativa davvero grati per l’accoglienza e l’esperienza degustativa, sperando di includerla come tappa in un prossimo viaggio nella regione.




